
La norma introdotta a fine 2025 offre una possibilità concreta per chi ha cartelle esattoriali pendenti dal 2000 al 2023: pagare solo l’imposta o il contributo dovuto più le spese di riscossione, azzerando sanzioni, interessi e aggio dell’agente della riscossione.
Possono essere definiti i singoli carichi affidati all’agente della riscossione:
- carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023;
- imposte risultanti da dichiarazioni e controlli automatizzati e formali;
- contributi INPS dovuti, con esclusione di quelli derivanti da accertamenti ispettivi.
Restano esclusi i contributi richiesti a seguito di accertamenti ispettivi: questi continuano a seguire il regime ordinario, senza possibilità di agevolazione.
Il perimetro operativo
- Imposte dirette (IRPEF, IRES) e addizionali risultanti dalle dichiarazioni;
- IVA derivante da controlli automatizzati;
- contributi INPS di artigiani, commercianti, professionisti e aziende con dipendenti.
Il meccanismo di pagamento
- Si paga solo il capitale (imposta o contributo dovuto) e le spese di riscossione;
- Si cancellano sanzioni, interessi, interessi di mora e l’aggio dell’agente della riscossione;
- Per le sanzioni del Codice della Strada l’agevolazione copre solo interessi e aggio, non l’importo principale della sanzione.
Termini e scadenze chiave
- Domanda telematica all’agente della riscossione entro il 30 aprile 2026;
- Pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure rate fino a 54 rate bimestrali (piano che può arrivare a scadenze nel 2035);
- Sulle somme rateizzate decorrono interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026.
Punti critici nella domanda
- Indicare i carichi da definire (si può escludere parte dei ruoli);
- Scegliere unica soluzione o piano bimestrale;
- Dichiarare di non aver già utilizzato altre forme incompatibili di definizione.
La perdita del beneficio si verifica in caso di mancato rispetto delle scadenze contrattuali: le rate non pagate comportano la decadenza dall’agevolazione e il recupero dei carichi residui secondo il regime ordinario.
Riflessioni finali su convenienza e impatto Questa definizione non è una semplice sanatoria: consente di riportare a capitale i debiti “gonfiati” da oneri accessori e di programmare il rientro in modo sostenibile.
Prima di aderire occorre però valutare l’impatto sulla liquidità e la reale capacità di rispettare le scadenze, soprattutto con piani lunghi fino al 2035.
Analisi dettagliata
Le valutazioni di convenienza richiedono la ricostruzione cartella per cartella: verificare eventuali precedenti definizioni, decadenze da piani precedenti e versamenti già effettuati riduce il rischio di errori nei conteggi.
Se dai versamenti pregressi risultasse che è già stato pagato tutto ciò che la nuova definizione richiederebbe (capitale e spese), resta comunque utile presentare la domanda entro il termine, per ottenere l’attestazione di estinzione e chiudere ogni incertezza amministrativa.
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