
Negli ultimi anni le regole sui bonus casa sono cambiate spesso e non è semplice capire quando conviene fare i lavori.
Per il periodo 2025‑2027 il Fisco ha previsto nuove percentuali di detrazione che incidono direttamente sul risparmio del contribuente.
Sapere in anticipo quali aliquote si applicano è fondamentale per evitare di perdere migliaia di euro di agevolazioni.
Quando si parla di “bonus ristrutturazioni” si intende la detrazione Irpef prevista dall’articolo 16‑bis del TUIR per le spese di recupero del patrimonio edilizio.
Questa detrazione si applica ai lavori fatti su immobili già esistenti, entro un limite massimo di spesa per ogni casa.
Le ultime leggi di bilancio hanno ridotto gradualmente le percentuali, ma hanno mantenuto alcune condizioni più favorevoli per l’abitazione principale.
Quanto si può detrarre per casa
Per ogni unità immobiliare il limite di spesa detraibile è di 96.000 euro.
Su questo importo si applica una percentuale che varia in base all’anno in cui viene sostenuta la spesa.
Se si superano i 96.000 euro, la parte eccedente non beneficia della detrazione.
Queste sono le aliquote base per le ristrutturazioni “ordinarie”, cioè per gli immobili che non sono abitazione principale:
- 36% delle spese sostenute nel 2025
- 30% delle spese sostenute nel 2026
- 30% delle spese sostenute nel 2027
In pratica, se nel 2025 si spendono 50.000 euro su una seconda casa, la detrazione teorica è pari a 18.000 euro (36% di 50.000).
Per la stessa spesa effettuata nel 2026, la detrazione scende a 15.000 euro (30% di 50.000).
La differenza dipende esclusivamente dall’anno della spesa, non dal tipo di lavori, se rientrano nelle ristrutturazioni agevolate.
Abitazione principale: trattamento più favorevole
La normativa prevede aliquote più alte per gli interventi fatti sull’abitazione principale, ossia la casa in cui il contribuente ha la dimora abituale.
In questo caso, sullo stesso limite di 96.000 euro l’aliquota è maggiore, almeno per il 2025.
È quindi importante capire se l’immobile su cui si interviene può essere qualificato come abitazione principale.
Per i proprietari (o titolari di altri diritti reali) che ristrutturano la propria abitazione principale, le percentuali sono:
- 50% delle spese sostenute nel 2025
- 36% delle spese sostenute nel 2026
- 36% delle spese sostenute nel 2027
Su 96.000 euro di lavori effettuati nel 2025 sulla casa in cui si vive, la detrazione potenziale arriva quindi fino a 48.000 euro.
Se la stessa spesa viene sostenuta nel 2026 o nel 2027, la detrazione massima scende a 34.560 euro (36% di 96.000).
Il differenziale è di 13.440 euro per unità immobiliare, cifra che da sola può orientare la decisione sui tempi di inizio lavori.
Come funziona la detrazione in dichiarazione
La detrazione non si usa tutta insieme, ma deve essere ripartita in 10 rate annuali di uguale importo.
Ogni anno, nella dichiarazione dei redditi, si inserisce una quota pari a un decimo della detrazione complessiva.
Se la detrazione supera l’Irpef dovuta, la parte eccedente non si recupera e va persa.
Per esempio, se si ha diritto a 40.000 euro di detrazione per ristrutturazione, ogni anno si potrà usare una quota di 4.000 euro per 10 anni.
Il vantaggio reale dipende quindi anche dalla capienza Irpef: chi ha un’imposta bassa potrebbe non riuscire a sfruttare tutto il beneficio.
Per questo è opportuno verificare con il proprio consulente se il carico fiscale atteso nei prossimi anni consente di utilizzare l’intera detrazione.
Rinvio dei lavori: quali rischi per il contribuente
Posticipare lavori importanti dopo il 2025 significa, in molti casi, accettare una detrazione più bassa sulle stesse spese.
Per la casa principale si passa da un 50% nel 2025 a un 36% negli anni successivi, mentre per gli altri immobili le aliquote scendono da 36% a 30%.
Inoltre non si può escludere che in futuro le regole vengano ulteriormente ritoccate.
Chi ha già in mente interventi strutturali (rifacimento impianti, ristrutturazione completa, ampliamento nel rispetto delle norme edilizie) dovrebbe valutare se anticipare almeno le spese principali nel 2025.
In questo modo “blocca” l’aliquota più favorevole, garantendosi un risparmio fiscale maggiore per i dieci anni successivi.
Una semplice simulazione, partendo dal preventivo dei lavori, permette di vedere concretamente quanta detrazione si ottiene in base all’anno di spesa.
In un quadro in cui il Fisco tende a ridurre progressivamente i bonus edilizi, ristrutturare con una buona pianificazione può trasformare un costo importante in un investimento gestibile nel tempo.
Affidarsi a un professionista aiuta a verificare i requisiti, coordinare i tecnici e impostare correttamente la documentazione per non perdere le agevolazioni disponibili.
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