Donare un Immobile ai Figli: come funziona la Tassazione

Donare un Immobile ai Figli

La donazione rappresenta uno strumento alternativo alla vendita per trasferire un immobile ai propri familiari.

Contrariamente alla vendita, nella donazione non si verifica una transazione economica. Non esiste una controprestazione pecuniaria, il che determina un carico fiscale strutturalmente diverso.

Tuttavia, non significa che la donazione sia totalmente esente da imposizione: il trasferimento gratuito è sottoposto all’imposta sulle donazioni secondo aliquote e franchigie specifiche.

**Come funziona l’imposta sulle donazioni in Italia**

L’imposta sulle donazioni si determina in base al rapporto di parentela tra il donante e il beneficiario. La legislazione tributaria vigente, aggiornata a partire dal 2025, stabilisce aliquote differenziate e prevede per alcuni soggetti delle franchigie, ossia degli importi sotto i quali la donazione non è tassabile.

Per le donazioni effettuate al coniuge e ai parenti in linea retta, tra i quali rientrano i figli e i nipoti, l’imposta si applica solo sulla parte del valore che eccede 1 milione di euro, per ogni singolo beneficiario. L’aliquota applicata è del 4 per cento.

Questo significa che se un genitore dona una casa del valore di 800 mila euro al figlio, l’operazione rimane completamente esente da imposizione sulle donazioni, grazie alla franchigia disponibile.

La situazione cambia quando i beneficiari sono fratelli o sorelle del donante. In questo caso, la franchigia è notevolmente inferiore: pari a 100 mila euro per ogni singolo beneficiario, e l’aliquota applicabile del 6 per cento.

Una donazione di immobili tra fratelli seguendo questa modulazione comporta un aggravio fiscale significativamente superiore rispetto alle donazioni in linea retta.

Per i parenti più lontani, fino al quarto grado, nonché per gli affini in linea retta e in linea collaterale fino al terzo grado, non è prevista alcuna franchigia. L’imposta si applica sull’intero valore dell’immobile donato, con aliquota del 6 per cento.

Coloro che ricevono donazioni da persone estranee al nucleo familiare sono soggetti all’aliquota più severa dell’8 per cento, sempre senza franchigia.

**Quando la donazione risulta più conveniente della vendita**

La donazione diventa particolarmente conveniente in diversi scenari. Se un immobile ha subito significativi incrementi di valore nel corso degli anni e il trasferimento tramite vendita comporterebbe l’emersione di plusvalenze imponibili, la donazione consente di evitare completamente questo carico fiscale.

Un altro vantaggio risiede nella pianificazione successoria. Trasferendo parte del patrimonio durante la vita, si riduce il valore dell’asse ereditario e, di conseguenza, gli importi potenzialmente soggetti a imposte di successione.

Inoltre, la donazione permette di controllare direttamente il trasferimento patrimoniale, designando specificamente chi riceverà il bene.

Tuttavia, la donazione presenta aspetti critici. Tra questi, l’impossibilità di revocare l’atto in caso di sopravvenute circostanze avverse, a meno che il beneficiario non leda gravemente i doveri morali verso il donante, condizione difficile da provare e sottoposta a contenzioso potenziale.

La scelta tra donazione e vendita non può prescindere da un’analisi tecnica completa delle circostanze personali, familiari e patrimoniali di ciascun soggetto, affidata a professionisti esperti nel settore tributario e successorio.

 

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