Il Nuovo Conto Termico 3.0 per le Imprese

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Guida completa ai requisiti e ai soggetti beneficiari.

Il panorama dell’efficienza energetica in Italia sta per cambiare radicalmente con l’arrivo del Conto Termico 3.0, disciplinato dal Decreto Ministeriale del 7 agosto 2025.

Questa nuova normativa, che entrerà ufficialmente in vigore il 25 dicembre 2025, punta a sostenere in modo ancora più deciso la transizione ecologica delle attività produttive.

A differenza delle versioni precedenti, il nuovo schema amplia notevolmente la platea degli interventi agevolabili, includendo edifici che prima erano esclusi.

Per le imprese, si tratta di un’opportunità strategica per riqualificare uffici, negozi, alberghi, centri sportivi e persino capannoni industriali.

La definizione di “impresa” adottata dal decreto è molto inclusiva e abbraccia qualsiasi entità che eserciti un’attività economica, a prescindere dalla forma giuridica.

Sono compresi dunque artigiani, società di persone, associazioni che svolgono attività economica e persino raggruppamenti temporanei di imprese o consorzi.

Esistono tuttavia dei requisiti soggettivi stringenti per poter accedere ai contributi a fondo perduto messi a disposizione dallo Stato.

Non possono accedere agli incentivi le aziende che si trovano in stato di difficoltà o quelle che hanno ordini di recupero pendenti per aiuti illegali.

Inoltre, è fondamentale che l’impresa abbia la piena disponibilità dell’edificio o dell’unità immobiliare oggetto dell’intervento, sia come proprietaria che come locataria.

Gli interventi di efficienza energetica devono riguardare edifici già esistenti e dotati di un impianto di climatizzazione invernale alla data del 25 dicembre 2025.

Il Conto Termico 3.0 introduce una netta distinzione tra le diverse tipologie di immobili del settore terziario ammessi all’agevolazione.

Rientrano nel piano gli uffici (A/10), i gruppi catastali B, C e D, con poche eccezioni specifiche legate a destinazioni d’uso molto particolari.

Un aspetto cruciale di questa riforma è l’attenzione rivolta al reale risparmio energetico ottenuto tramite i lavori di riqualificazione.

Le imprese devono infatti garantire una riduzione della domanda di energia primaria di almeno il 10% per gli interventi singoli sulle strutture.

Se invece si opta per un “multi-intervento”, ovvero la realizzazione contestuale di più lavori, la soglia minima di risparmio sale al 20%.

Per certificare questi risultati, è obbligatorio produrre un Attestato di Prestazione Energetica (APE) sia per la situazione antecedente che per quella successiva ai lavori. Questi documenti devono essere redatti da tecnici abilitati e servono a documentare in modo oggettivo il miglioramento delle performance dell’edificio.

Per le piccole e medie imprese, fortunatamente, le spese sostenute per la redazione di queste perizie sono considerate costi ammissibili al contributo.

Il decreto introduce inoltre un cambio di rotta radicale riguardo alle tecnologie alimentate da combustibili fossili, come le caldaie a gas naturale.

A partire dalla piena operatività del sistema, prevista per febbraio 2026, sarà vietato incentivare l’installazione di qualsiasi apparecchiatura alimentata da fonti fossili.

Questa scelta mira a spingere le aziende verso soluzioni totalmente rinnovabili, eliminando completamente i sussidi per le vecchie tecnologie termiche.

Tra le tipologie di lavori ammessi troviamo l’isolamento termico di pareti e coperture, la sostituzione di infissi e l’installazione di schermature solari.

Sono inclusi anche sistemi moderni di building automation per il controllo intelligente degli impianti termici ed elettrici all’interno delle sedi aziendali.

In questo modo, l’impresa non solo riceve un contributo economico, ma riduce drasticamente i propri costi operativi legati alle bollette energetiche nel lungo periodo.

Affidarsi a un consulente esperto diventa quindi essenziale per navigare tra le pieghe della normativa e non perdere l’occasione di incassare questi incentivi.

Ricordiamo che il limite massimo di incentivo erogabile per un singolo progetto può arrivare fino a ben 30 milioni di euro.

Essere pronti per la scadenza di dicembre 2025 permetterà alla tua azienda di posizionarsi in prima fila per l’accesso ai fondi nazionali.

Restare aggiornati su queste evoluzioni normative è il primo passo per trasformare un obbligo di efficientamento in un vantaggio competitivo concreto per il business.

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  • Come Ottenere gli Incentivi del Conto Termico 3.0 » Studio Fivizzani| 20 Dicembre 2025

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